SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZ'ESTATE
Giugno 2010
Sogno d’una notte di mezza estate
di William Shakespeare
Questo è sicuramente uno dei capolavori di Shakespeare, dove l’intreccio di quattro storie che viaggiano tra reale e fantastico, dà vita ad uno degli impianti più metateatrali della storia del teatro. Il palcoscenico diventa il luogo dove tutto può esistere e dove i desideri possono abitare fuori dalla stretta maglia di una realtà oppressiva e malata. Nella nostra messa in scena i personaggi sono pazienti di una clinica psichiatrica che soltanto di notte, in un salto onirico, abbandonano gli affanni e le costrizioni sociali per consistere liberi in un gioco che stimola fantasia e desiderio. Ed ecco che nel buio di un bosco, inquinato dai rifiuti lasciati dagli uomini, nascono i fiori dei sogni, sommersi dalla discarica di pezzi di vita abbandonati e dismessi. “Dal letame nascono i fiori”, diceva De Andrè, dal nostro palcoscenico rinasceranno “i sogni della cui materia noi siamo fatti”.
La messa in scena, che prevede una scenografia realizzata con oggetti vecchi, rotti e scartati, si articola nel dialogo continuo tra un piano reale (quello dei malati) e uno immaginario (quello delle creature fantastiche del bosco), piani che arriveranno a fondersi in un finale che vedrà come unica possibilità di salvezza la magia del sogno.
Gli allievi del terzo anno della scuola di teatro diretta da Enrico Brignano si cimenteranno nella rappresentazione del loro sogno, personale e collettivo: la professione dell’ attore, su un palcoscenico: l'unico luogo in cui si può rendere “visibile l’invisibile”.
Maria Letizia Gorga e Maximilian Nisi