ARTÈS
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GIROTONDO
27 Aprile 2011


Girotondo di Arthur Schnitzler

Resa celebre anche al cinema (Max Ophuls ne trasse un importante film nel 1950), Girotondo è forse l'opera teatrale più nota del viennese Arthur Schnitzler (1862-1931): scrittore, drammaturgo e medico, la cui opera suscitò molto interesse anche nel concittadino Sigmund Freud. Rappresentato per la prima volta a Monaco di Baviera nel 1903, ma scritto tre anni prima e sino ad allora mai pubblicato, Girotondo provocò un notevole scandalo per il presunto cinismo con cui vengono rappresentati i rapporti tra cinque uomini ed altrettante donne, le cui coppie si anellano nei dieci quadri che compongono lo spettacolo: la prostituta ed il soldato, il soldato e la cameriera, la cameriera e il giovane signore, il giovane signore e la giovane signora, la giovane signora e il marito, il marito e la ragazza dolce, la ragazza dolce e il poeta, il poeta  e l'attrice, l'attrice e il conte, il conte e la prostituta.
La “piccante” trovata del ciclo sta nel fatto che l'atto d'amore, partito da una prostituta, ritorna alla medesima, dopo aver percorso tutti gli stadi sociali. Una catena che ci racconta attraverso persone di cultura e vite diverse tutte le sfumature del cosiddetto amore.
Ma i tempi d'oggi sono decisamente cambiati e Girotondo ha sicuramente perso ogni alone scandaloso, per valorizzare invece la leggerezza della sua scrittura e la permanente attualità del suo assunto tematico centrale, che mette in causa la costante difficoltà della coppia non solo di trovare il “vero” amore, ma anche di vivere l'eros come realizzazione globale, e non puramente fisica, dell'essere.
Un teatro, quello di Schnitzler, capace di raccontare il “girotondo” della vita nel suo svolgersi quotidiano e di elevarsi a metafora di stati d'animo e di sentimenti universali, soprattutto per le giovani generazioni.
Una moderna danza macabra che ricorda il teatro medievale, ricca di satira mordace e di ironia maligna che attinge a sfumature di dolorosa umanità.

 

Maximilian Nisi